Labbro leporino e palatoschisi: le cause, l’ereditarietà e come intervenire chirurgicamente

Il labbro leporino è una malformazione che si presenta con un’interruzione del labbro superiore. E’ conosciuto con questo nome, ma il termine tecnico è labioschisi o cheiloschisi.

Un bambino che alla nascita si presenta con il difetto del labbro leporino può manifestare anche una palatoschisi che è l’interruzione del palato e con una labiopalatoschisi LPS.

Possiamo avere, perciò, tre diversi tipi di problemi simili legati alla schisi che è un’apertura:

  1. La palatoschisi, quando la schisi interessa solo il palato.
  2. La labioschisi, conosciuta come labbro leporino che coinvolge solo il labbro.
  3. La labiopalatoschisi – LPS che riguarda oltre al labbro anche il naso, la gengiva e tutto il palato. Generalmente è monolaterale, ma può presentarsi anche bilaterale.

Quando si presenta la palatoschisi, a volte non si fa una diagnosi immediata poiché esteticamente il bambino è perfetto. Lo nota la mamma, durante l’allattamento al seno. Si accorge che il bambino non assume il latte bene. Le stesse difficoltà può riscontrarle anche con il biberon.

La chirurgia può risolvere il problema.

Oggi con le nuove tecniche chirurgiche, sempre più avanzate, il bambino riacquista una normale mobilità e avere un aspetto normale. Le cicatrici non si vedono nemmeno e con l’aiuto di alcune sedute di logopedia, può riuscire a parlare correttamente, pronunciando tutte le lettere dell’alfabeto.

Per una mamma che da alla luce un bambino con questo tipo di problemi è davvero traumatico. Si domanda da cosa può essere stata causata tale condizione.

Labbro leporino. Le cause

Non si conoscono bene le cause che provocano questo tipo di malformazione, ma sicuramente influisce il fattore ereditario.

  • Il 20% di bambini nati con il labbro leporino hanno in famiglia altri fratelli o gli stessi genitori nelle stesse condizioni.
  • Nell’80% dei casi il labbro leporino è dovuto alla combinazione di fattori ereditari e ambientali come le forme virali, l’alcool, il fumo, la somministrazione di farmaci. Questi fattori incidono negativamente sulla gestante nei suoi primi due mesi di gravidanza.

Per rassicurare i genitori, affermiamo che un bambino nato con questa malformazione congenita non assicura che il fratello presenterà le stesse caratteristiche.

Vediamo nel dettaglio cos’è il labbro leporino

Il labbro leporino è una malformazione congenita che è causata da un’anomalia di sviluppo del feto. Si può presentare sotto diversi aspetti. Come una piccola apertura sul labbro superiore del neonato, ma anche con una separazione completa che può estendersi fino alle fosse nasali.
Di solito, il labbro leporino è accompagnato a palatoschisi, cioè da anomalie delle cartilagini delle ossa nasali, dei denti che possono essere deformati e sovra numerari.

I bambini affetti dal labbro leporino che problemi possono incontrare?

  1. Problemi di carattere psicologico. I bambini affetti da questa malformazione mostrano molto imbarazzo nei confronti dei loro coetanei. I genitori sperano di ricorrere al più presto alla chirurgia per evitare che il loro figlio cresca con un senso d’inferiorità nei confronti della società.
  2. Aspetto estetico. Il problema di carattere estetico è evidente, ma oggi con le tecnica sofisticate di chirurgia maxillo-facciale o di chirurgia plastica, l’aspetto finale è davvero sorprendente.
  3. Difetti del linguaggio. Il bambino piccolo che inizia a pronunciare le lettere o le prime parole, manifesta delle difficoltà. Con la crescita, dopo che si è intervenuti chirurgicamente si dovrà ricorrere all’aiuto di un logopedista.
  4. Problemi alimentari. Questo difetto, crea dei problemi durante l’assunzione del cibo poiché tende a passare nelle vie respiratorie.
  5. Infezioni respiratorie. Dal momento che anche piccoli residui di cibo si possono infilare nelle vie respiratorie, possono presentarsi infezioni broncopolmonari.

Come intervenire in gravidanza per prevenire il rischio di labbro leporino?

Specie se in famiglia ci sono già altri soggetti, il ginecologo suggerisce l’assunzione dell’acido folico che è anche il trattamento a cui generalmente ricorrono tutte le donne in stato di gravidanza. Si prevengono, così, le classiche malformazioni del feto, fra cui la spina bifida.
Si consiglia di iniziare la terapia già prima del concepimento, in modo da prevenire al 100% ogni rischio.

La terapia va fatto, comunque, entro i primi due mesi di gravidanza. Se iniziata dopo, non ha alcun effetto, in quanto già nei primi mesi può essersi già formata la malformazione.

Diagnosi prematura

Attraverso l’ecografia si può verificare l’esistenza di questo tipo di malformazione, già a partire della dodicesima settimana di gravidanza. Specie se vi è stata un’altra gravidanza con questo problema, l’ansia e la curiosità dei genitori è maggiore. Non è detto che dopo uno, anche un altro bambino ne sia affetto.

Il labbro leporino impedisce l’allattamento al seno?

I neonati con labbro leporino possono essere allattati al seno senza alcun problema.

Sono, invece i bambini con palatoschisi e labiopalatoschisi che hanno difficoltà nella suzione dal capezzolo. L’apertura del palato impedisce la creazione del vuoto necessario a una suzione efficace.
In questo caso la mamma può utilizzare un tiralatte e usare un biberon particolare.
Esistono delle placche che hanno lo scopo di comprimere la tettarella e aiutare il bambino nella suzione del latte. Si possono inserire nella bocca del bambino con delle paste collanti.
Per questo, bisogna rivolgersi ad esperti in ortodonzia in collaborazione con dei chirurghi.

Periodicamente, seguendo lo sviluppo mascellare del bambino, le placche devono essere tenute sotto controllo.

Come intervenire chirurgicamente

  1. L’intervento chirurgico può essere effettuato in due tempi. Dipende dall‘ampiezza della schisi. Viene chiusa la schisi del labbro, del palato, del naso e delle gengive.
  2. Nel casi di labiopalatoscisi, verso i 3/6 mesi il neonato viene sottoposto ad intervento chirurgico, in anestesia generale, per correggere, il labbro, il naso e il palato molle.
  3. Nel caso in cui si deve intervenire sul palato duro, si ricorre a un secondo intervento verso i 18/36 mesi. Si ripara anche l’alveolo e l’operazione dura al massimo un paio d’ore.
  4. Se si tratta di una malformazione unilaterale, si interviene in un’unica operazione chirurgica per riparare anche il palato duro.
  5. Per quanto riguarda, invece la riparazione dell’alveolo che è la zona dove cresceranno i denti, si interverrà verso i 6/8 anni. Si deve effettuare un innesto osseo prelevato in genere dall’anca del paziente.
  6. Lo specialista può ritenere di dover intervenire ancora per migliorare il linguaggio del bambino. Questo tipo di intervento di solito avviene verso i 5 anni, cioè quando il bambino dovrebbe essere in grado di pronunciare tutta la fonetica.
  7. Quando siamo di fronte a malformazioni particolarmente gravi, possono essere necessari ulteriori interventi dopo che il bambino avrà superato la pubertà.

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