Occhio pigro o ambliopia nei bambini. Come aiutarli

Occhio pigro o ambliopia nei bambini. Come aiutarli

L’occhio pigro è un disturbo del bambino che se non curato può rimanere per sempre e creare problemi nella lettura e nella visione in generale. Ecco come intervenire per migliorare e risolvere questo problema.

Mio figlio forse ha l’occhio pigro, non vuole leggere e stropiccia gli occhi. Come si fa a diagnosticare questo problema e porre i rimedi?

Si raccomanda di sottoporre il bambino a visita oculistica periodica, fin dai primi anni di vita. Con questa sana abitudine si evita così che se ci sono dei problemi, questi non vengano trascurati e risolti in tempo.

Gli oftalmologi americani hanno posto delle linee guida per aiutare le mamme e i bambini a risolvere il problema dell’occhio pigro.

Vediamo innanzitutto che cos’è l’ambliopia, chiamata comunemente occhio pigro.

Come spiega l’esperto, in parole semplici si tratta di avere un occhio che vede meno dell’altro, per quanto riguarda l’acutezza visiva. Di conseguenza, l’altro occhio, in un certo modo deve fare uno sforzo maggiore quando si tratta di mettere a fuoco un oggetto.

Per poter capire in cosa consiste il problema, bisogna scoprire cosa accade nella corteccia cerebrale interessata all’elaborazione delle immagini. Arrivando le due immagini catturate dai due occhi, si tende a preferire quella più nitida. Pertanto, lavora meglio l’occhio che vede immagini più nitide, piuttosto dell’altro con una visione più sfocata.

Secondo quanto riferito dalle linee guida dell’Accademia americana di oftalmologia, pubblicate nel 2017, l’ambliopia interessa lo 0,7-1,9% dei bambini tra sei mesi e sei anni e l’1-5,5% dei bambini in età scolare.

Occhio pigro. Queste sono le cause.

Forse molti non sanno che l’ambliopia può colpire anche entrambi gli occhi e può dipendere da diverse condizioni.

Malattie come la cataratta congenita, l’opacità corneale, la ptosi palpebrale e infiammazioni di origine infettiva; questi sono tutti disturbi che impediscono alle immagini di arrivare in modo corretto alla retina.

Lo strabismo che è un difetto degli occhi di cui soffrono molti bambini che spesso nascono con questa condizione;

Difetti refrattivi della vista come l’astigmatismo, un problema diffusissimo nella popolazione mondiale.

Quali sono i campanelli d’allarme che devono metterci in guardia?

L’occhio pigro si può presentare da subito, cioè fin dalla nascita. Durante la fase di sviluppo della vista e delle strutture nervose che sono interessate a raccogliere e interpretare le immagini, ecco che gli occhi possono avere questo problema.

Il bambino deve essere sottoposto alle visite oculistiche periodiche e fino agli 8/9 anni di vita, si può presentare questo problema che si può correggere; basta che non si aspetta troppo e avere un po’ di pazienza e buona volontà a seguire i consigli dello specialista.

Purtroppo, sono molti i genitori che sottovalutano il problema ed ecco che quello dell’occhio pigro diventa una patologia con cui bisogna conviverci per sempre.

L’ambliopia è un problema che si può correggere quando si presenta, poiché vi è una certa plasticità delle strutture che consentono il collegamento tra cervello e nervo ottico.

Lo specialista spiega che possiamo paragonare gli occhi a due casse stereo e dobbiamo immaginare che una abbia la manopola del volume posizionata al massimo e l’altra bloccata a metà. C’è un intervallo di tempo in cui possiamo intervenire e spostare la manopola al massimo. Dopo di che non sarà più possibile e quindi da quella cassa la musica si sentirà a un volume più basso.

Ebbene, nei primi anni di vita si può intervenire nella correzione dell’occhio pigro, invece, aspettando troppo non sarà più possibile.

Per scoprire se si è affetti da ambliopia esistono dei test a cui il bambino può essere sottoposto. Solo così si può identificare; perché, spesso, l’occhio pigro non porta alcun disturbo. Per questo motivo, prima si accerta e prima si inizia ad intervenire.

Già alla nascita viene fatto al neonato il test del riflesso rosso e in certi ospedali lo si consiglia entro l’anno di vita del bambino. Con questo test si verifica se le vie ottiche sono libere oppure ci sono dei problemi che possono essere una cataratta congenita.

Il test di Lang è un altro esame importante a cui il pediatra ricorre nel corso dei bilanci di salute, in genere verso i 2 e i 3 anni di vita del bambino. Permette di valutare la capacità di visione binoculare o stereoscopica.

Lo specialista consiglia che se fino ai 3 anni il bambino non è stato mai valutato, adesso è il momento giusto per farlo e pertanto lo si deve sottoporre a visita oculistica per valutare l’acuità visiva.

Fin qui, abbiamo raccomandato di correre ai ripari al più presto possibile, ma ancora non abbiamo parlato di come fare per risolvere questo difetto della vista.

Innanzitutto, se l’oculista ha diagnosticato un problema risolvibile chirurgicamente, come la cataratta, bisogna intervenire e risolvere il difetto migliorando così l’acuità visiva. Se c’è un difetto della vista da correggere con gli occhiali, si deve provvedere con delle lenti dalle montature leggere e colorate che convincano il bambino ad indossarli tutti i giorni.

Una soluzione efficace è il bendaggio.

Si tratta di un sistema che induce il cervello a considerare anche le immagini che gli arrivano anche dall’occhio pigro. Con il bendaggio, cioè con l’occlusione dell’occhio sano con una benda, il cervello è obbligato ad accettare anche le immagini meno chiare e si abitua a conviverci.

Un tempo, molti bambini anche piccoli erano costretti a restare per tutto il giorno con il bendaggio, ma oggi, si ritiene che sono sufficienti circa 5 ore giornaliere per essere in grado di correggere l’occhio.

Lo specialista consiglia di essere costanti e seguire le raccomandazioni dell’oculista e non paragonare un bambino ad un altro, poiché ognuno può avere problematiche diverse. In genere, il bendaggio va portato per un paio di anni per raggiungere i risultati sperati.

Per averne i benefici e quindi iniziare a guarire, è bene tenere il bendaggio quando si guarda la TV o si legge, ma anche quando si fanno altre attività dove si impegna la vista. Nelle ore di riposo, invece, si può anche togliere.

Un bendaggio efficace va applicato direttamente sull’occhio e mai sulla lente, poiché il bambino tenderà istintivamente a guardare su oppure giù per poter vedere senza ostacoli. E’ consigliabile il cerotto che si trova nelle farmacie. E’ comodo, è adesivo e non si stacca nemmeno con l’acqua o il sudore.

Come stabiliscono le linee guida americane, quello del bendaggio è il rimedio migliore. E’ compito dei genitori collaborare con lo specialista e coinvolgere il bambino a rispettare questo metodo, senza traumi e paure.