Disturbi del linguaggio nel bambino, ma come intervenire?

Con la crescita migliorano sempre di più le capacità linguistiche del bambino. A volte, però, insorgono dei problemi come i disturbi del linguaggio che è necessario correggere con l’aiuto di un esperto.

Oggi sono molti i bambini che frequentano il logopedista, poiché la loro pediatra li ha indirizzati verso chi li può aiutare a migliorare il loro linguaggio. I disturbi del linguaggio si possono correggere, poiché solitamente dipendono soltanto da fattori di crescita.

Per capire se i disturbi del linguaggio dipendono da fattori neurologici, invece, si deve aspettare che il bambino compia i 3 anni.

Fino a questa data, molti bambini parlano a modo loro, fanno discorsi incomprensibili, mentre altri usano già un linguaggio fluido. Questa differenza, però, non deve destare alcuna preoccupazione, poiché ogni bambino ha i suoi tempi.

Dipende da molti fattori ambientali e anche dalla personalità del bambino e dalla sua indole, se parla precocemente o ritarda.

Come sempre va ricordato, che il bambino ha bisogno di essere stimolato e deve ricevere gli strumenti che lo mettano nelle condizioni di sviluppare il suo vocabolario e ampliare le sue conoscenze.

Dopo i tre anni, bisogna aspettarsi che il bambino dica le prime frasi, brevi e semplici, ma pronunciate correttamente. Soltanto adesso, si deve fare maggiore attenzione al suo linguaggio e se ci sono dei dubbi, gli specialisti possono aiutare a chiarirli. In questi casi intervengono il logopedista, il neurologo e anche lo psicologo.

I disturbi del linguaggio. La balbuzie.

Può dipendere da cambiamenti ambientali, dal ritorno al lavoro della mamma, da carenza affettiva dovuta alla nascita di un fratellino. Anche i bambini si stressano. Se si sottopone un bambino a troppe attività oltre la scuola, ad impegni troppo grandi per la sua giovane età, ecco che può iniziare ad avere dei disturbi del linguaggio.

Generalmente, quando un bambino inizia a parlare in maniera più articolata, si sofferma  sulla prima sillaba, ma ciò non è indicatore di disturbo neurologico. Lo fa circa il 35% dei bambini e nel giro di pochi mesi sparisce, basta che acquisiscano maggiore sicurezza in se stessi.

Proprio per questo motivo, non bisogna far notare troppo al bambino il suo difetto di linguaggio. Può rimanerci male e provare imbarazzo. Crescerebbe il suo nervosismo causato già dalle sue difficoltà e il problema si farebbe cronico.

Cause dei disturbi del linguaggio.

I denti

La causa dell’articolazione non corretta dei fonemi può dipendere da problemi legati alla dentatura. Ad esempio denti mancanti o cresciuti male, conformazione errata causata dal ciuccio o dal biberon usati più del necessario, o anche la cattiva abitudine di succhiarsi il pollice.

Con l’arrivo dell’età scolare, si devono correggere i difetti del linguaggio per evitare che si possano ripercuotere nella lettura e di conseguenza nella scrittura. Una parola pronunciata male induce a scriverla allo stesso modo.

Una visita dal dentista è d’obbligo, anche se dovrebbe essere comunque una sana abitudine. Anche il logopedista è molto utile e si consiglia di chiedere il suo aiuto fin dall’inizio della scuola elementare.

L’udito

Generalmente, si scopre fin dalla nascita se il neonato ha un udito perfetto o ha dei difetti. Nel caso ci siano dei problemi, questi incidono naturalmente nel linguaggio. Dipende, ovviamente dalla gravità di questi problemi e se il bambino non risponde quando la mamma lo chiama o non pronuncia correttamente la parola detta un attimo prima, è meglio sottoporlo a una visita otorinolaringoiatra. Nella maggior parte dei casi, può trattarsi di un tappo alle orecchie che va tolto o di catarro lasciato da una bronchite che si può curare con inalazioni di aerolol, aria di mare o di montagna e aria pulita lontano dai centri urbani.

Nel caso di un abbassamento di udito sarà lo specialista a decidere se occorrerà installare un apparecchio acustico o un impianto cocleare che aiuterà il bambino a recuperare il tempo perduto ed essere supportato dall’ausilio di educatori e logopedisti che lo aiuteranno a modulare meglio il linguaggio. Con questa soluzione, il bambino potrà vivere una vita normalissima al pari degli altri bambini. Potrà studiare e anche imparare le lingue.

Difficoltà nel linguaggio causato da mutismo selettivo

Questo problema non ha bisogno di uno specialista, nella maggior parte dei casi, perché le cause sono derivate dal contesto familiare in cui il bambino vive. Avverte uno stato di ansia quando deve comunicare con le persone che possono essere un genitore troppo severo, che si irrita facilmente e che incute paura al bambino. Si blocca, non riesce a modulare una frase e a esprimere un concetto.

Il problema può essere risolto cambiando atteggiamento nei suoi confronti e fare in modo che il bambino conduca una vita serena, adatta alla sua tenera età. Non subisca situazioni stressanti e soprattutto che le persone che lo circondano si mostrino calme e comprensive.

Il bambino ha bisogno di acquisire fiducia in se stesso e negli altri e perché questo avvenga, ha bisogno di persone che lo facciano sentire amato.

Per incoraggiarlo ad esprimersi di più, bisogna parlargli con calma e mostrarsi disponibili all’ascolto. Non bisogna mai costringerlo a parlare se lui non vuole.

Gli esperti consigliano di non avere mai troppa fretta, perché questa giocherebbe a suo sfavore. Bisogna essere sereni e ciò che il bambino non dice ora, lo dirà tra un mese.

In tutti i casi, il bambino va seguito e quando ci sono dei dubbi, bisogna ricorrere a una visita specialistica che non fa mai male.

Quando a 18 mesi non dice neanche una parola, se a 30 mesi non dice neanche una frase, è meglio parlarne con il pediatra.

Le cause dei disturbi del linguaggio del bambino, possono essere tante, ma se affrontate in tempo si possono risolvere.

Per ricapitolare, ecco come intervenire per aiutare il bambino.

  • Recarsi spesso dal dentista per correggere dei problemi dentali e se occorre mettere un apparecchio quando esistono problemi più gravi come una malformazione al palato.
  • Comunicare al pediatra le proprie perplessità.
  • Fare immediatamente un test uditivo.
  • Seguire con costanza gli incontri dal logopedista.
  • Fare gli esercisti a casa come richiede il logopedista.
  • Assicurare il più possibile, un ambiente sereno al bambino e quando richiesto farsi aiutare dallo psicologo.
  • Nel caso di bambini molto timidi, farli socializzare con i coetanei e iscriverli alla scuola materna.

Per aiutare i bambini ad esprimersi correttamente, i genitori per primi, devono utilizzare un linguaggio fluido e possibilmente parlare la lingua che i propri figli utilizzeranno a scuola.

I disagi psicologici vissuti dai bambini a causa delle loro difficoltà del linguaggio possono essere anche molto grandi.

Aiutarli è importante in questo momento delicato della loro vita. Per fargli vivere la loro situazione con leggerezza, non bisogna mai parlarne come se fosse una malattia. Fin da piccini i bambini devono essere abituati a leggere e incuriosirsi con i libri adatti alla loro età. In questo modo vengono stimolati a parlare di più e abbattere le loro insicurezze.

 

 

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