Perché ai bambini non piacciono le verdure?

Perché ai bambini non piacciono le verdure
foto di flickr di Linda Åslund

Perché ai bambini non piacciono le verdure? Molte mamme non comprendono come mai i loro bambini sono così schizzinosi, ma forse non ricordano che anche loro a suo tempo odiavano i broccoli, i cavolfiori e le verdure in genere.

Fin da piccini, i bambini devono fare i conti con le verdure e fin dallo svezzamento, nei loro piatti primeggia il verde. Le pappe sono verdi, il brodo è verde e le verdure sono verdi.

Questo è un problema di cui si è più volte discusso per cercare di capire, e aiutare quindi le mamme che cercano di arricchire la dieta del loro bambino di tutti i nutrienti. Propongono piatti appetitosi, ma contenenti spinaci, cavolfiori, broccoli, piselli, zucchine e altro ancora.

Sappiamo quanto le verdure facciamo bene alla salute e per il suo sviluppo, il bambino ne ha particolarmente bisogno.

Gli esperti, medici e nutrizionisti hanno cercato di individuare le cause che determinano questo rifiuto. Sul web ci sono video esilaranti dove i bambini sono protagonisti di scene dell’orrore alla vista del broccolo.

Molte volte i genitori si rivolgono al medico quando notano che il loro bambino mangia poco o si limita al consumo di solo latte o pasta in bianco. La loro è una lecita preoccupazione poiché, con il tempo, il bambino potrebbe avere delle carenze vitaminiche.

Il nutrizionista può dare degli utili consigli per come invitare i bambini a mangiare anche le verdure.

La dottoressa Arianna Rossoni,  esperta in nutrizione, ha affrontato l’argomento, evidenziando il fatto che tra i bambini e le verdure c’è una sorta di amore odio. Per quanto molte mamme ci mettano tutta la buona volontà i risultati sono vani.

Le verdure vengono frullate, aggiunte al pomodoro per rallegrare il piatto. Impastate al pan grattato e alle uova, vengono trasformate in polpette o in sformati. Nonostante tutte le magie, raramente si ottengono buoni risultati.

Molti bambini sono disgustati e tendono a vomitare quando le mangiano e nemmeno il gioco riesce a tranquillizzarli.

Perché c’è una sorta di repulsione per questo alimento così importante alla salute?

Secondo gli esperti, i motivi alla base del rifiuto verso le verdure da parte dei nostri bambini potrebbero essere ben più radicate di quello che potremmo pensare, e non si tratterebbe di semplici capricci.

Esiste uno studio scientifico che tenta di dare delle motivazioni sul perché molti bambini hanno un netto rifiuto verso le verdure? Lo credevamo possibile? Non è solo un vezzo dei nostri bambini che preferiscono altro?

Solitamente, le mamme hanno creduto che i bambini sono capricciosi perché sanno che se non mangiano la pasta con i broccoli, dopo gli verrà dato il frullato di frutta che loro amano tanto o un bel bicchiere di latte. La mamma si sa, tiene alla salute dei loro bambini, quindi mai e poi mai li lascerebbe digiuni.

Lo studio condotto presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Yale, pubblicato poi su Cognition, giornale di approfondimento specialistico, ha approfondito il problema verdure.

Si parla di cause ancestrali.

Gli scienziati spiegano che da sempre il mondo vegetale ha rappresentato per l’uomo una fonte utile alla vita quotidiana. E’ stato sfruttato il legno degli alberi per la costruzione di oggetti e di case e il cotone per realizzare capi di abbigliamento. Tuttavia, la natura porta ad auto proteggersi per la lotta alla sopravvivenza. Le piante hanno sistemi fisici e chimici contro gli erbivori ed è per questo che possono contenere veleni.

Diversi studi spiegano che per questo motivo, sia gli uomini che gli animali hanno sviluppato delle strategie di difesa da questi veleni e dalle tossine del mondo vegetale.

L’uomo, perciò, per evitare di potersi avvelenare ha un organismo che da solo riesce ad eliminare i veleni con il vomito, la dissenteria oppure attivando il sistema immunitario.

Prima di arrivare a questa estrema difesa, si adottano quelle che gli esperti definiscono cautele ancestrali verso il mondo vegetale. Basti pensare l’innata prudenza per i sapori amari, dal momento che la maggior parte dei veleni naturali ha un sapore amaro.

Un’altra forma di cautela è data dall’atteggiamento di diffidenza nei confronti di una pianta, di un frutto e di conseguenza a del cibo che non di conosce.

Atteggiamento che noi ritroviamo particolarmente evidenziato nei bambini che seppur non conoscendo un cibo e di conseguenza il sapore, decidono a priori di non assaggiarlo.

Quante volte ci hanno detto da bambini di assaggiare prima di decidere se quel cibo ci piacesse o no. Eppure, soltanto il suo aspetto ci ha indotti ad affermare che non ci piacesse e quindi a respingerlo.

Lo studio effettuato a Yale ha esaminato il comportamento di una cinquantina di neonati dagli 8 ai 18 mesi.

Sono stati messi di fronte a tre gruppi di piante. Il primo gruppo riguardava la pianta di basilico e quella di prezzemolo. Il secondo era rappresentato da due piante artificiali, ma molto verosimili e infine delle piante giocattolo.

Ebbene, i genitori dei bambini sono stati istruiti affinché indirizzassero l’attenzione dei loro figli, in egual misura sui tre gruppi di piante, invitandoli a toccarle e maneggiarle.

Nonostante, venissero incitati, i bambini guardavano con diffidenza le piante vere, invece familiarizzavano volentieri con quelle giocattolo e con quelle verosimili.

Da questo esperimento appare chiaro che il risultato va a rinforzare la teoria che afferma che i bambini rifiutano le verdure in risposta ad una prudenza atavica, che va a confermare che ciò che non si conosce potrebbe essere velenoso.

Quale bambino non è stato schizzinoso d piccolo? Questo atteggiamento è dato dalla paura del nuovo, detto in termine medico, neofobia.

E’ un comportamento innato, quindi istintivo, che non può essere controllato, ma nonostante ciò si possono prendere delle precauzioni per ridurlo.

Come migliorare l’avversione dei bambini verso i cibi che non conoscono e in particolare per le verdure.

  • Primo fra tutti, è importante il comportamento dei genitori. E’ negativo forzare i bambini a mangiare ciò per cui sentono un’avversione innata. Sentendosi costretti avrebbero una reazione contraria. Più che obbedire, il bambino tende ad imitare e se i genitori hanno la buona abitudine di mangiare ogni giorno le verdure, finirà per mangiarle anche lui. Perciò non funziona mettergli le verdure nel piatto e fare l’aeroplanino o raccontargli tante  storie o addirittura piazzarlo d’avanti ai cartoni animati per distrarlo.
  • Fin dallo svezzamento, si deve fare un lavoro graduale, introducendo nel pranzo giornaliero una o l’altra verdura e per rendere il piatto più appetitoso, basterà aggiungere un filo d’olio extravergine d’oliva, un cucchiaino di parmigiano reggiano o un formaggio cremoso.
  • Il nutrizionista suggerisce di fare almeno sei tentativi, facendo vari abbinamenti e cotture diverse prima di stabilire che al bambino non piacciono le verdure.

Assieme a una verdura di colore verde si può sempre aggiungere la carota che ne addolcisce il sapore. Quando sarà il momento di introdurre il pomodoro, questo sarà molto di aiuto sia nel sapore che nell’aspetto del piatto.

Le creme sono molto buone e se alle zucchine, si aggiungono patate e cipolle, si otterrà un piatto che loro ameranno molto.

Non bisogna arrendersi a priori, decidendo che vostro figlio non ama le verdure e per questo eliminarle dalla sua dieta quotidiana.

  • Quando i bambini sono più grandicelli, dare loro la libertà di decidere in piena autonomia, li aiuterà ad avvicinarsi ai nuovi sapori. Sarebbe opportuno che loro stessi decidano le quantità da mettere nel piatto. Proponendo diverse pietanze, si permetterà al bambino di scegliere quelle che gradisce di più. In questo modo, oltre a formare i propri gusti, il bambino impara ad autoregolarsi.

Quali altri motivi potrebbero essere la causa del rifiuto delle verdure?

Le cause per le quali queste benedette verdure sono così tanto odiate potrebbero essere anche molto semplici.

Potrebbe trattarsi di cause digestive, in quanto in un bambino piccolo, non avendo l’intestino del tutto sviluppato, la fibra potrebbe causare crampi allo stomaco, gas e quindi dolori addominali.

Pensiamo durante l’allattamento al seno, quando la mamma mangia le verdure, il neonato soffre di colichette.

Per facilitare la digestione e quindi distruggere le fibre, bisogna passare la verdura al passa verdure. In questo modo risulta leggera e facilmente digeribile. Frullandola non si ottengono gli stessi risultati, poiché le fibre non verrebbero eliminate. Per aiutare l’intestino del bambino a non irritarsi si può optare per verdure povere di fibre e meno amare come le carote, le zucchine, la lattuga, la valeriana, i piselli e la zucca.

Un’altra teoria interessante potrebbe riguardare lo scarso apporto nutrizionale di questo alimento. Il bambino mangiandolo non ne trae beneficio e quindi tende a preferire altri piatti più ricchi come quelli zuccherini.

Proprio per questo motivo, al fine di indurre i bambini a mangiare e riuscire a raggiungere l‘apporto calorico sufficiente al loro sviluppo, si possono realizzare dei piatti dove si uniscono le verdure alla frutta. La mela è un frutto che si abbina bene; cotta a una vellutata di verdure miste e cruda a un’insalata.

I genitori devono avere tanta pazienza con i bambini che non amano mangiare le verdure e proporre a rotazione tante verdure diverse. Per incuriosirli e stimolarli, bisogna permettere loro di toccarli e sentirne la consistenza.

Per essere coinvolti maggiormente, i bambini devono poter fare la spesa dal fruttivendolo o al supermercato per conoscere più da vicino le diverse varietà di verdura.

Se in casa c’è un giardino o un balcone, possono coltivare le verdure direttamente loro, seguendo il processo di crescita della pianta e per loro sarà un’esperienza straordinaria.

I bambini più grandi si possono invitare in cucina per la preparazione dei piatti e la loro curiosità li invoglierà ad assaggiare e poter decidere cosa aggiungere al piatto.

Se il sapore delle verdure cotte è proprio disgustoso, si possono aggiungere cibi croccanti come le mandorle tostate, le noci e il pane abbrustolito.