Come spiegare la morte a un bambino. Un argomento da affrontare con naturalezza.

Quello della morte è sempre un argomento difficile da affrontare, figuriamoci se bisogna parlarne con un bambino.

 

Solitamente capita di dover toccare l’argomento con i bambini, quando improvvisamente avviene la morte di un familiare.

Per la maggior parte dei casi si tratta della morte del nonno che aveva con il bambino un legame speciale. Questa separazione forzata lascia nel bambino tanta tristezza e il suo ricordo resta vivo per molti anni.

Nasce così nel bambino la curiosità di voler capire perché il nonno improvvisamente è andato via per non tornare mai più.

E’ un momento molto triste nella vita di un bambino e indipendentemente dalla sua età sono tante le domande che pone.

Il compito di ogni genitore è quello di stargli accanto e liberare le sue curiosità.
Può darsi che il bambino abbia già sentito parlare della morte per mezzo dei film o anche nelle favole. Nella maggior parte dei casi non gli ha dato molto peso, poiché si è schierato sempre dalla parte del super eroe che è invincibile e immortale. Nelle favole chi muore si risveglia e quindi i bambini non vedono la morte come una cosa terribile.

 

Con la morte della persona cara, i bambini sperano che ci sia un risveglio. Si aspettano da mamma e papà delle parole rassicuranti.

 

Per noi genitori diventa complicato dover dare questo tipo di spiegazioni a un bambino molto piccolo. Diciamoci la verità non è che vediamo la morte con piacere. Anche per noi è inaccettabile, per cui farla diventare una cosa da digerire sembra quasi impossibile.

L’unica strada è dire tutta la verità e spiegare che si tratta di una cosa molto triste perché quella persona non la rivedremo più fisicamente, ma lei ci guarda sempre e ci starà accanto in tutti i momenti della nostra vita. In questo modo il bambino non si sente abbandonato, ma sa che il nonno anche se invisibile è accanto a lui.

E’ legittimo piangere, essere tristi e in alcuni momenti sentirne la mancanza. La cosa importante è parlarne insieme e affrontare tutti i momenti di sconforto.

Se il vostro bambino non ha affrontato con voi questo argomento, sappiate che prima o poi lo farà.

Domandare è segno di crescita.

Man mano che crescono, i bambini nella loro ricerca di conoscenza rivolgono ai genitori mille domande e fra queste anche quella sull’esistenza della morte. La cosa non deve stupire i genitori, perché è per i bambini un modo per ampliare ancor di più la loro conoscenza del mondo.

La crescita del bambino si sviluppa in questo modo: con il gioco, con l’osservazione, con la sperimentazione e con le domande. I genitori devono aiutarli a crescere, cercando di essere disponibili a parlare anche della morte e facendo comprendere l’argomento in maniera graduale. In questo modo lo si prepara nell’eventualità che questo evento colpisca un componente della famiglia.

Quando il vostro bambino inizierà a farvi questo tipo di domande, limitatevi a dare le risposte che vuol sapere. Non abbiate fretta di dare spiegazioni complete. Con il tempo, e le varie domande che il bambino porrà si potrà fare maggiore chiarezza sulla questione.

 

Esiste il Paradiso

 

Ogni genitore può decidere di dare le proprie spiegazioni sulla base dei propri principi e dei propri valori religiosi. Solitamente anche noi adulti, per sentirci confortanti per la perdita prematura di un nostro congiunto, ci convinciamo dell’esistenza del Paradiso dove tutti un giorno andremo e saremo per sempre felici.

Questo di solito raccontiamo anche ai nostri figli, per dare un speranza che chi muore ha comunque una vita da vivere in un posto anche più bello di questo, dove tutti un giorno andremo ad abitare. Soprattutto nessuno avrà delle malattie e si starà bene per sempre.

Quando si parla con un bambino, si devono usare parole semplici e adeguate alla sua età perché un bambino di 3 anni non può intendere la morte allo stesso modo di un bambino di 10.

– Dopo i tre anni, i bambini iniziano a familiarizzare con il concetto di morte.

– Fino a sei anni associano la morte alla tristezza e alla separazione.

 

“Perché il nonno mi ha lasciato?” “Mi manca!

 

Lui mi avrebbe fatto divertire e mi avrebbe accontentato”.

– Fino a nove anni si associa la morte a fantasie paurose che hanno come protagonisti scheletri e fantasmi. La notte i bambini hanno spesso gli incubi e quando fanno brutti sogni, piangono e corrono nel lettone di mamma. Questi brutti pensieri durano per molto tempo.

Fino a questa età, i bambini non hanno compreso che la morte è un ciclo della vita e che ogni essere vivente sulla terra è destinato a morire. Questa consapevolezza maturerà dai nove ai dodici anni. Il bambino comprenderà che anche lui un giorno morirà.
 

Come affrontare il tema della morte con i bambini

Premesso che bisogna adeguare i contenuti dell’argomento alla comprensione del bambino, bisogna usare degli accorgimenti.

Innanzitutto la mamma o il papà devono mostrarsi a proprio agio e soprattutto sereni, evidenziando il fatto che la morte fa parte del ciclo della vita.

Considerando l’età del bambino e l’esperienza maturata, si può parlare della natura, spiegando che le piante nascono, si riproducono e che poi muoiono. Fare l’esempio del fiore che abbiamo colto dal giardino può essere molto utile a comprendere. Prima era piccolo, è cresciuto e l’abbiamo messo nel vaso. Lo abbiamo curato, ma che poi con il passare delle settimane è seccato.

Sarebbe consigliato non dare troppe spiegazioni, ma limitarsi alle domande poste dal bambino. E’ lui stesso, infatti, a metterci a conoscenza di come porci con lui e di quanta maturità può avere per comprendere l’argomento.

 

Il nostro bambino ci domanderà prima o poi se anche la mamma e il papà moriranno.

 

Noi molto serenamente dovremmo rispondere che la cosa accadrà fra moltissimo tempo, ma che lui nel frattempo è diventato un uomo e non avrà così tanto bisogno di noi.

Quando parliamo con un bambino affrontando temi delicati come quello della morte, dobbiamo mostrarci rassicuranti, apparire il più naturali possibili ed esprimerci in maniera appropriata in base alla sua età.

Le cose che non bisogna dire, quando si parla della morte.

– Quando si cerca di dare delle spiegazioni della morte, mai paragonarla al sonno. “Il nonno dorme”. Il bambino potrebbe temere che ogni volta che qualcuno si addormenta non potrebbe più risvegliarsi. Lui stesso avrebbe paura di andare a dormire.

– E’ errato dire al bambino che si muore quando si è malati. Ogni volta che un familiare sta a letto con il raffreddore o la febbre, scatenerebbe in lui il pensiero ricorrente della morte.

– Anche la spiegazione della morte come un lungo viaggio, non è indicato poiché potrebbe generare la paura che il papà che viaggia per lavoro non faccia più ritorno.

L’argomento della morte è spesso affrontato quanto meno ce lo aspettiamo, a causa della morte di un congiunto. Finché ha riguardato una persona al di fuori dell nostra sfera affettiva, abbiamo fatto in modo di evitare al bambino di vivere questa esperienza, ma quando si tratta di una persona a lui molto cara, non dobbiamo farne a meno.

Se il nonno si trova all’ospedale, evitargli di vivere questa esperienza se pur triste, renderebbe difficile la preparazione all’evento della morte.
Priveremmo al bambino la possibilità di rendersi conto della situazione, di esprimere ciò che sente e talvolta anche di comunicare il proprio addio.

Sarebbe opportuno frequentare la persona cara fino all’ultimo, per fare vivere al bambino tutti i momenti che rimarranno indelebili nella sua memoria. Fare sentire il bambino utile al nonno è necessario, come sistemargli i cuscini del letto, il tavolo del pranzo o addirittura imboccarlo nella consumazione del pasto.
Nelle ore in cui andrà a trovare il nonno, sarebbe bello portare con se un libro di favole da leggergli o cullare il nonno con delle canzoncine.

 

Come affrontare il momento dell’evento?

E’ un momento difficile in cui il bambino ha bisogno di essere rassicurato e sostenuto nell’elaborare i propri sentimenti.

I genitori gli dovranno stare accanto con abbracci e coccole. Il loro ruolo è fondamentale per fargli riacquistare sicurezza nella vita. E’ meglio parlare ed esprimere le proprie sensazioni e i propri sentimenti, perché il silenzio limita l’espressione del dolore che non fa che aumentare e suscitare rabbia.

Per aiutare il bambino ad esprimere il proprio dolore, si possono fare assieme dei giochi liberi dove il bambino esprimendosi, libera tutta la sua rabbia e il dolore che sta provando.

Realizzando dei disegni con cui raccontare l’evento triste che il bambino e la famiglia tutta stanno vivendo, si dà libero sfogo, al bambino che trasferisce il suo dolore nel racconto rappresentato con il disegno.

Si possono scrivere dei pensieri dedicati alla persona cara o fare un collage di foto dei momenti più belli trascorsi con lui.

Il compito di ogni genitore è quello di dare sostengo al bambino e di ricordare con lui i momenti belli trascorsi con la persona cara.

 

Noi genitori non possiamo evitare ai nostri figli di soffrire per un evento traumatico come quello della morte, ma possiamo aiutarli ad essere preparati ad affrontarli e farli sentire sempre al sicuro perché ci siamo noi a sostenerli.

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