Paghetta. L’importanza di concederla ai bambini per imparare il valore dei soldi

Molte famiglie decidono di dare la paghetta ai loro bambini. Quando è possibile iniziare ad avere questa abitudine? E’ educativo che i bambini piccoli abbiano in mano dei soldi?

A proposito di paghetta, i pareri sono discordanti. C’è chi pensa che non è bene che i bambini piccoli abbiamo del danaro da gestire. Si ritiene che in questo modo possano crescere viziati e senza delle regole da rispettare. I bambini si sentono liberi di decidere se acquistare un gioco o dei capricci, dal momento che si sentono i padroni di quel danaro. Molti adulti credono che ricevere una paghetta serva ai bambini a saper gestire il danaro e ad essere più consapevoli del loro valore.

Con i tempi moderni questa abitudine sta prendendo piede, a volte anche in maniera esagerata.

Si abituano bambini anche molto piccoli a ricevere una paghetta. Anche quando poi non è possibile, la pretendono e la cifra diventa anche molto alta.

Perché si deve parlare ai bambini molto piccoli dei soldini?

In una società di consumismo come la nostra, è importante insegnare ai bambini il valore dei soldi, che non cadono dal cielo. Mamma e papà lavorano per poterli guadagnare. Con essi devono pensare alle necessità della famiglia e se riescono a risparmiare, anche a concedersi qualche lusso, come una gita o un regalo importante.

Quando i bambini sono molto piccoli, possono approcciarsi alle monetine, tenendo un salvadanaio in cui mettere quelle che ricevono dai genitori, dal nonno e dagli zii.
In questo modo, il bambino inizia a contare e imparare a conoscere i centesimi.

A che età è più indicato dare la prima paghetta ai nostri figli?

Verso i sei anni può essere data la prima paghetta. Il danaro può essere lo strumento per responsabilizzarli rispetto al valore dei soldi. Poiché hanno molte esigenze rispetto ai bambini di un tempo, utilizzare quello che sono stati in grado di risparmiare gli farà capire il valore del risparmio.
Allo stesso tempo, avranno maggiore rispetto degli oggetti acquistati che possono essere una bambola, una macchinina o il gioco della playstation. Inizieranno a cambiare atteggiamento e diventeranno più ordinati e organizzati.

Paghetta come gestirla per rendere i bambini responsabili

Inizialmente, sembrerà un gioco per i bambini molto piccoli mettere le monete nel salvadanaio. La paghetta sarà una cosa simbolica, di pochissimi euro.
Crescendo, è bene dare una cifra fissa sempre lo stesso giorno della settimana. Questo permetterà al bambino di organizzarsi e decidere se spendere quella cifra o tenerne da parte un po’.
Il bambino potrà utilizzarla per acquistare le figurine preferite da attaccare al suo album o per la rivista che tanto adora.
Per aiutare il bambino a gestire quel danaro, è importante che nell’acquisto non vengano aggiunti altri soldi. Non avrebbe senso dargli la paghetta se poi si interviene in suo aiuto.

Paghetta per i bisogni attuali e i progetti futuri

Grazie alla paghetta, i bambini imparano il valore dei soldi e riescono a identificare i loro bisogni prioritari. Riflettono di più perché con il loro danaro possono scegliere di non acquistare un capriccio che prima esigevano dalla mamma.
Adesso, iniziano a essere più parsimoniosi. Possono decidere di risparmiarli per un progetto futuro più importante. L’ingresso per la pista di pattinaggio o la visita a un parco acquatico.
In questo caso, il salvadanaio può risultare molto utile per aiutare il bambino ad imparare il concetto di risparmio. I soldini che ogni settimana risparmierà dalla sua paghetta, li metterà nel salvadanaio allo scopo di un progetto più importante.

Paghetta per educare i bambini al rispetto del danaro

E’ importante abituare i bambini a non essere attaccati al danaro e non chiederne sempre di più.
Non tutti i bambini ricevono la stessa paghetta. Qualche famiglia si limita alle 3/5 euro settimanali, ma ci sono quelle che concedono ai loro figli addirittura anche 10 /15 euro.

Queste differenze sono determinate dalla condizione socio-economica della famiglia. Questo, però, è sbagliato poiché per i bambini la paghetta deve essere un punto di partenza che li aiuterà a gestire il danaro e esaudire i loro piccoli bisogni. Le cifre devono restare, comunque, ridotte.

Educare al valore dei soldi

Insegnare ai bambini l’importanza dei soldi è fondamentale. Con questo concetto si evita di avere figli capricciosi che chiedono in continuazione danaro per esaudire i loro capricci. Tendono a guardare i loro coetanei e a pretendere tutto quello che oggi la società impone. Non significa che sia giusto.

Quando sono piccoli può essere un gioco della playstation, da adolescenti il motorino o le scarpe firmate.
Se abituiamo i nostri bambini a rispettare il danaro, avremo ragazzi responsabili e meno capricciosi.

I bambini devono imparare che il danaro deve essere guadagnato. Fin da piccoli, devono aiutare in famiglia, collaborando nelle piccole faccende di casa.
Se mamma e papà lavorano fuori casa tutto il giorno e pensano ai bisogni della famiglia, anche i figli devono partecipare.

I soldi non vengono regalati. Per essere guadagnati si deve lavorare con impegno tutti i giorni.

Per rendere i figli più responsabili e non abituarli a chiedere soltanto, bisogna dargli dei compiti quotidiani.
Semplici incarichi serviranno ad avere maggiore rispetto dei genitori che ogni giorno si prendono cura di loro.
– Mettere in ordine la loro camera.
– Tenere compagnia per un paio di ore al nonno o al fratellino piccolo.
– Aiutare ad apparecchiare e sparecchiare la tavola.
Con questi comportamenti sani, i bambini meriteranno una paghetta che in un certo qual modo si sono meritati.

Non concediamo soltanto senza pretendere nulla in cambio. Metteremmo in atto un meccanismo che porterebbe i bambini a non avere rispetto del danaro e a non porsi mai dei limiti sulla cifra da domandare.

Se partiamo con il piede giusto e instilliamo ai nostri bambini piccole regole di vita, avremo dei figli adulti rispettosi del danaro. Soprattutto, saranno riconoscenti di tutto il sacrificio che i genitori hanno fatto e continuano a fare ancora per loro.

 

 

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