Scuola dell’infanzia: come gestire il distacco

Specie se non hanno mai frequentato il nido, la scuola dell’infanzia rappresenta per molti bambini il primo distacco dal luogo dove si sono sempre sentiti protetti fin dalla nascita.

Per molti bambini, l’ingresso alla scuola dell’infanzia diventa un incubo. Pianti disperati, strilli e capricci di tutti i tipi sia per uscire da casa la mattina che all’ingresso della scuola e diventa così per i genitori molto difficile gestire la situazione.

Le mamme più sensibili si sentono addosso una sorta di senso di colpa nel vedere i bimbi soffrire così tanto e tendono, allora, a riportarli a casa o rimandare l’ingresso alla scuola materna.

Generalmente, i bambini hanno circa 2 anni e mezzo e la scuola dell’infanzia rappresenta per loro un modo per crescere e confrontarsi con i propri coetanei.

Specie se il bambino non ha fratellini è necessario che non resti a casa.

Trascorrere tutto il tempo con la mamma che è impegnata della gestione dei lavori domestici, o restare con i nonni, non aiuta il bambino a sviluppare le sue capacità, poiché ha bisogno di fare delle attività adatte alla sua fase di crescita.

Bambini che non frequentano l’asilo restano più indietro rispetto a coloro che hanno iniziato molto presto.

Con la scuola primaria, questi ultimi avranno più possibilità di sviluppare le loro capacità intellettive e interpersonali perché non sentiranno il peso dell’ansia del distacco.

Riportare i bambini a casa perché piangono non è costruttivo poiché pretenderanno che la mamma lo faccia ogni volta. Invece è bene tranquillizzarli e restare con loro un po’ di tempo finché si tranquillizzano.

Le maestre sanno come fare per accogliere i loro piccoli utenti. Allestiscono le aule proprio con lo scopo di attirare i bambini e incuriosirli da subito. Usano colori vivaci e rassicuranti. Dipingono pareti e appendono farfalle e personaggi delle fiabe.

I primi giorni di asilo, alle mamme è consentito restare in classe con i bambini proprio per aiutarli all’adattamento. Giocano insieme e si siedono con loro a fare le prime attività.

Se i genitori si mostrano sereni e si rapportano con gli insegnanti con cordialità, i bambini lo notano e questo clima sereno serve a loro per cancellare ogni paura.

Molti genitori si domandano come mai molti bambini hanno una reazione così spropositata al momento dell’inserimento alla scuola dell’infanzia.

La risposta può sembrare alquanto insolita, ma secondo il parere dello psicologo è del tutto normale che un bambino pianga molto a causa del distacco dalla mamma o dal papà. Sarebbe errato il contrario, poiché la reazione del bambino è direttamente proporzionale al livello di attaccamento.
Sarebbe, quindi, da stupirsi se il bambino non avesse nessuna reazione.

I genitori, perciò non devono stupirsi del comportamento del loro bambino.

Devono essere tranquilli e soprattutto fiduciosi nel lasciare i loro bambini in mani sicure.

Le maestre sono abituate perché conoscono bene i bambini. Sanno che per alcuni occorre anche un mese perché si rendano conto che si trovano in un posto diverso da quello di casa. Capirà che ci sono, comunque, delle persone che gli vogliono bene.

I bambini si adattano piano piano. Capiscono che a casa non si divertirebbero come nella scuola dell’infanzia. Iniziano a conoscere le maestre che si sostituiranno alla mamma per poche ore al giorno.

Le maestre impareranno a conoscere i loro piccoli alunni e capiranno come saperli prendere per coinvolgerli e inserirli con gli altri bambini.

Per concludere vogliamo rassicurare le mamme e sottolineare che da sempre, tutti i bambini fanno i capricci i primi giorni di scuola dell’infanzia.

Temono di essere abbandonati, sono timidi e impacciati con le maestre e specie se figli unici, hanno paura dei modi a volte aggressivi degli altri bambini.
Se ogni genitore si mostra sereno e disinvolto in questo processo di cambiamento nella vita di un bambino, lui amerà andare ogni mattina a scuola.

Non vedrà l’ora di incontrate i compagni, di svolgere le attività didattiche che lo appassionano e mostrerà affetto nei confronti degli insegnanti.

Sarà consapevole che la mamma o il papà lo verranno presto a riprendere per riportarlo a casa.

 

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