Come proteggere i bambini dai social network

Sono sempre più piccoli i bambini lasciati liberi di accedere a internet e i genitori devono stare attenti poiché potrebbe essere molto pericoloso. Ecco come proteggerli dai social network.

Oggi i bambini sono proprio svegli e sono capaci di usare il computer e riescono a gestire il cellulare meglio dei grandi. Come proteggere i piccoli per evitare che corrano dei rischi?
I genitori devono essere prudenti ed evitare di concedergli tutto. Anche se sono costretti ad accedere a internet per motivi di lavoro, in presenza dei bambini devono evitarlo. Meglio dedicarsi un po’ a loro e non divenire dipendenti dei social network. I bambini tendono a voler fare sempre ciò che fanno gli adulti.

Come proteggere i bambini dai social network?

I bambini vanno tutelati ed è dovere degli adulti proteggerli. In un’età in cui tutto gli sembra un gioco, i bambini non sono in grado di percepire i pericoli e quindi vanno protetti dai genitori che sono responsabili e devono rispondere in prima persona nel momento in cui i loro figli si mettono in pericolo.

Il 25 maggio 2018 entrerà in vigore in Europa il nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali che era stato approvato nel 2016 e che prevede che l’accesso ai servizi di informazione quali Facebook, Twitter, Wathapp sia consentito a ragazzini superiori agli anni 16, limite consentito ai bambini fino ai 13 anni.

Per il fatto che molti bambini vi accedano, sono i genitori che glielo concedono o che non li controllano gli unici responsabili.

Oggi, dati sconcertanti, dimostrano come i bambini in età prescolare abbiamo libero accesso a questi mezzi di comunicazione. Molti di loro hanno sostituito i classici giochi che si facevano un tempo con tablet, smartphone e PC.

Un’indagine svolta in 22 Paesi europei tra il 2011 e il 2014 dimostra come un quarto dei bambini fra i 9 e i 10 anni e la metà fra gli 11 e i 12 anni usa Facebook.

Con il nuovo regolamento, si vuole richiamare l’adulto alle proprie responsabilità di genitori ed educatori maturi e consapevoli.

I bambini sono di tutti e vanno tutelati.

Un genitore non ha il diritto di fare a modo suo. In Italia sono sempre di più i genitori giovanissimi che postano le foto dei loro figli molto piccoli. La loro forma di esibizionismo inizia fin dal momento del concepimento. Infatti, tendono a fotografare la loro pancia nei diversi mesi di gestazione e mettere in rete anche la prima ecografia fatta, che mostra i lineamenti del nascituro.

Molte mamme amano mostrare le foto dei piccoli, inconsapevoli dei pericoli che corrono.
Occorrerebbe maggiore informazione poiché i futuri genitori non si rendono conto dei pericoli a cui vanno incontro rendendo pubbliche le foto dei loro figli.
Internet, oggi, è molto utilizzato e i bambini in età scolare hanno la possibilità di fare delle ricerche.

Rispetto a un tempo in cui occorreva possedere un’enciclopedia, un dizionario, oppure bisognava ampliare gli argomenti con altri libri di testo, oggi grazie a Internet si può accedere a qualunque tipo d’ informazione.

I social network ci aiutano a scoprire come si scrive correttamente una parola, fanno le traduzioni in varie lingue e aiutano a cercare i luoghi da visitare.

Il dovere dei genitori è quello di restare accanto ai loro bambini ogni qualvolta hanno l’esigenza di fare qualche ricerca.

Se hanno poco tempo perché lavorano o devono accudire a un neonato, sarà meglio tenere spento il computer o il telefonino e impegnare il bambino in altre attività. Bisogna essere categorici e non cedere ai capricci.
Per il bene dei bambini, si deve impedire che ricevano smartphone in regalo e altri mezzi di comunicazione. Meglio mettersi d’accordo con i familiari quando devono fare un regalo per evitare disguidi e pianti da parte dei bambini.

Soltanto i genitori sono autorizzati a decidere se dare o no il consenso all’uso dei servizi della rete.

Molti genitori si lamentano del fatto che quando i bambini cercano dei film a cartone animato, compaiono immagini violente e di sesso. Purtroppo, bisogna fare attenzione perché anche digitando male una parola si può incappare in siti poco adatti a questa categoria di utenti. Per questo, i bambini non vanno lasciati mai da soli.

Secondo delle ricerche, la pedo-pornografia in rete sta subendo una crescita vertiginosa. Addirittura, nel 2016 sono state due milioni le immagini censite, il doppio rispetto all’ anno precedente. La causa è proprio dovuta al fatto che i genitori postano le immagini dei figli.
La cattiva informazione fa si che loro non sappiano che nel momento in cui sono caricate su Facebook, queste foto diventano di proprietà del social network e anche quando vengono eliminate in seguito, ormai il danno è fatto.

Sono numerosi i casi di donne che denunciano le loro madri che hanno pubblicato delle foto che le ritraevano, quando ancora erano piccole.

Purtroppo, i bambini non sono in grado di difendersi e perciò devono essere i grandi a tutelarli.
Mamme che fanno un uso continuo di Facebook fanno si che anche i loro bambini ne siano dipendenti. Per loro è una cosa molto affascinante che li attira molto.

In molte famiglie non si fa resistenza alla richiesta dei bambini di ricevere uno smartphone.

Una Ricerca condotta da Ipsos per Save the Children in occasione del Safer Internet Day del 2017 ha evidenziato il fatto che nelle famiglie tutti utilizzano Internet a causa del fatto che i bambini, già intorno ai 10 anni ricevono il loro primo smartphone.
Grazie al fatto che fin da piccoli hanno grandi capacità di utilizzare i mezzi di comunicazione, i bambini hanno l’abitudine di fotografarsi o filmarsi e mettere questo materiale in rete.

Tendono a imitare i personaggi dello spettacolo e anche se sono ancora molto giovani si truccano e si vestono a volte in maniera indecente.

Per gioco e ingenuamente inviano il materiale ad amici e conoscenti, ma spesso i loro profili sono anche pubblici, quindi le loro immagini sono viste da milioni di persone.
Come abbiamo detto prima, una volta che le foto vanno in rete ci restano per sempre. Sono molti i casi di ragazze e ragazzi derisi e perseguitati da bulli e individui senza scrupoli che li hanno indotti a chiudersi in casa dalla vergogna e in alcuni casi a commettere dei comportamenti autolesionisti nei loro stessi confronti.

Per evitare tutto questo, si deve partire da quando i bambini sono molto piccoli.
Fissare delle regole e spiegare cosa è a loro permesso e i divieti. Dare il buon esempio sempre e invece che utilizzare un PC o uno smartphone per giocare, meglio ricorrere ai giochi classici che si facevano un tempo, utilizzando penna, foglio e giocattoli.

Ecco come devono agire i genitori.

  • Evitare di utilizzare il mezzo informatico per raccogliere le immagini dei loro bambini. Fare attenzione a cosa si posta. Spesso quando si pubblicano delle foto, si ha l’abitudine di indicarne la provenienza. Una cosa da evitare è quella di scattare le foto d’avanti un monumento o un luogo facilmente riconoscibile.
  • Meglio non pubblicare il viso del bambino. Si può applicare sul volto una faccina o una stellina per coprirlo. Il bambino si può anche fotografare di spalle.
  • E’ bene assicurarsi che le foto postate non siano rese pubbliche. Basta segnare su ciascuna le persone che ne possono avere l’accesso. Molte mamme inseriscono le foto dei loro bambini per mostrarle a una cerchia ristretta di familiari che vivono a distanza.
  • Essere sempre presenti quando i bambini fanno un lavoro di ricerca utilizzato Internet. Se lo utilizzano spesso, sarà bene mettere dei filtri in alcuni siti per evitare che i minori vi accedano.

Cosa ci consiglia il pediatra

  • Per garantire la loro salute mentale e proteggerli dai pericoli del web, evitare che si abituino a utilizzare i social network prima degli 11 anni. Sporadicamente e sempre assieme a mamma e papà, si possono cercare disegni, fare una ricerca o realizzare una ricetta.
  • Dopo i 12 anni, i genitori devono conoscere le abitudini dei loro bambini e concedergli di utilizzare questi mezzi di comunicazione solo il tempo indispensabile per portare a termine un compito scolastico.
  • Spesso i bambini s’ iscrivono a siti, ma prima devono chiedere ai genitori se è il caso di farlo. Internet non deve essere una fonte primaria per i bambini. Esiste la biblioteca se devono fare dei compiti scolastici e fare dei lavori di gruppo con i coetanei li aiuta ad aprire la mente. E’ meglio per loro non restare chiusi in casa d’avanti a un PC.
  • Se devono leggere un racconto, è meglio utilizzare un supporto cartaceo. Il libro li fa stare più comodi quando devono leggere. Evitano così di mantenere a lungo la stessa posizione e non avere mal di schiena. In classe possono portare il libro che hanno letto e commentarlo con i compagni.
  • I genitori devono stimolare i bambini a fare sempre delle nuove amicizie. Bambini del circondario e quelli delle attività extracurriculari, con cui organizzare feste e incontri. I bambini che su mettono al Pc, fanno spesso delle conoscenze virtuali. Non solo non socializzano con i loro coetanei, ma scambiano gli amici del web per amici veri, mentendo spesso anche sulle loro emozioni e la loro stessa identità. Questo fa molto male.
  • Se si impara a conoscere i propri figli, difficilmente ci saranno delle amare sorprese quando saranno più grandi perché allora potrebbe essere troppo tardi.
  • Evitare di lasciare liberi i bambini di utilizzare lo smartphone o chattare sul web anche di notte.

  • Spesso i ragazzini ne approfittano in queste ore per non essere controllati dai genitori. Vanno spenti molte ore prima di addormentarsi per impedire che possano dare disturbi del sonno.
  • I genitori non devono sentirsi in colpa se a volte sembrano assillanti con i loro figli. La prudenza non è mai troppa  quando si tratta di sicurezza. Se sbirciano sul profilo del figlio nulla di male. Devono assicurarsi che non stia vivendo delle situazioni scomode che a volte nemmeno i genitori riescono a percepire.
  • Esistono dei siti nati apposta per i più piccoli. Ad esempio YouTube Kids. Perciò si deve insegnare ai bambini a saperli utilizzare, per essere certi che niente disturbi la loro mente giovane e sensibile di bambini.

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