Bambini possessivi. Come abituarli a condividere con gli altri le proprie cose.

Bambini possessivi, che non riescono a giocare con gli altri, proibendogli di toccare qualunque cosa che gli appartiene. Le mamme non sanno che fare perché non riescono ad andare d’accordo con i fratelli. A scuola non condividono nulla con i propri compagni.

Fin dalla nasciti ci sono bambini possessivi. Alcuni abbandonano questo atteggiamento, altri lo fanno divenire parte del loro carattere. Sono gelosi dei loro giocattoli e se a casa o a scuola giocano in gruppo tendono a litigare e piangere perché vogliono tenere un giocattolo tutto per sè.

Perché i bambini sono possessivi dei loro giochi?

Fin da piccoli hanno la tendenza a dire che ogni cosa gli appartenga. Tipico è il bambino che prima parola fra tutte è questo ” è mio”.
Dirà così anche quando alla scuola dell’infanzia gli verranno dati dei giochi per svolgere delle attività didattiche o dei pennarelli per iniziare a colorare.
Le insegnanti gli spiegheranno che i colori vanno scambiati con gli altri bambini e anche i giochi dopo averli usati, vanno riposti o consegnati ad altri bambini.

Il concetto di condivisione per i bambini piccoli non è facile da comprendere.

Il compito dei grandi è quello di usare delle strategie per correggere questo tipo di comportamento.
Quando il bambino è molto piccolo l’istinto di essere possessivo è una cosa innata, ma è bene correggerlo per evitare che diventi parte del suo carattere crescendo.
Generalmente, quando si tratta di un figlio unico, che cresce senza fratelli, si tende a restare possessivi, poiché non c’è stata l’abitudine di condividere con gli altri le proprie cose.
Un bambino che a casa cresce da solo, sa che tutto ciò che lo circonda gli appartiene. Gli viene naturale pensare che nessuno debba toccare i suoi oggetti. Ogni cosa è disposta come lui ha deciso.

I genitori lo appoggiano e proteggono tutto ciò che gli appartiene.

Nel caso in cui verrà a trovarlo un cugino o un amichetto, è tipico notare che il bambino si senta a disagio quando l’intruso vuole allungare una mano per toccare i suoi giochi.
In questa condizione, si noterà che i bambini non riescono a giocare in modo disinvolto. C’è da un lato colui che non vuole cedere nulla e dall’altro quello che non ha modo di divertirsi.
Creandosi una condizione di estremo disagio, il bambino possessivo non si riesce a relazionarsi.

Come intervenire per evitare che questa caratteristica diventi parte del carattere del bambino?

Solitamente, si tratta solo della cosiddetta fase egocentrica che inizia dai primi anni di vita, ma che poi, con l’inizio della scuola primaria dovrebbe sparire.
I bambini iniziano a capire che se vogliono socializzare devono sacrificare qualcosa. Ed ecco allora che cedono la penna, prestano il temperino e così via dicendo.

  • Per permettere che i bambini possessivi smussino queste loro caratteristiche, fin da piccini, i genitori devono inserirli in gruppi di gioco. Sia che si faccia frequentare la scuola dell’infanzia, sia che a casa si organizzino degli incontri con altri coetanei, si deve fare in modo che i bambini stiano con gli altri più tempo possibile.
    Anche se inizialmente pare che non si ottengano dei risultati, pian piano si noteranno dei piccoli miglioramenti.
  • La strategia giusta è quella di non costringere il bambino a cedere i giochi. Invece, si può organizzare un’attività che costringa i bambini a lavorare assieme.
  • Uno dei gioco di gruppo da fare è quello di prendere un cartoncino molto grande e coinvolgere più bambini a fare un disegno tutti insieme. Saranno costretti a scambiarsi i colori per raggiungere un unico obbiettivo.

Non possiamo pretendere di cambiare i bambini quando non hanno compiuto ancora i 3 anni.

In questa fase il loro atteggiamento possessivo è innato. Più ameranno il loro gioco preferito, maggiore sarà il loro desiderio di volerlo tenere tutto per sè. cederlo agli altri, non fa proprio parte della loro natura. Sarebbe come cedere una parte di sè.
La cosa più difficile di questa caratteristica è che il bambino tende a dire “E’ mio” anche di giochi altrui. Per il solo fatto che li ha usati per poco tempo e gli sono piaciuti, vorrebbe tenerli per sé e portarli a casa.
Naturalmente, se il gioco appartiene ad un altro bambino, nasce un litigio e una situazione di trambusto dove i bambini inizieranno a piangere e a strillare.

La fase in cui il bambino crede che tutto gli appartenga fa parte del suo processo di crescita.

A partire dal primo anno, si inizia a formare la sua personalità. Il bambino comincia a staccarsi dalle figure di riferimento e a percepire la differenza tra ciò che lo circonda e se stesso. Questo processo di identificazione di sé, si accompagna a una convinzione che tutto ciò che lo circonda gli appartenga.
Ci vorrà molto tempo finché il bambino riesca a comprendere il concetto di condivisione. A lui riesce già difficile interagire con gli altri, figuriamoci scambiare i propri giochi.

L’atteggiamento degli adulti è fondamentale per fargli capire che non tutti i giochi gli appartengono.

Dopo avere usato i giochi degli altri, li deve restituire e i suoi li deve prestare e a sua volta gli verranno resi.

I bambini, quindi, devono imparare che:

. Non tutti i giochi gli appartengono

. Il senso di condivisione

. Il senso di collaborazione con gli altri.

Facendo un lavoro su questa caratteristica del bambino, lo si aiuterà, quando sarà più grande, a essere capace di inserirsi meglio in un gruppo di lavoro scolastico. Molti bambini hanno difficoltà a lavorare in gruppo e spesso preferiscono lavorare da soli, dichiarando di trovarsi meglio.

E’ importante insegnare ai bambini che stare insieme è meglio di rimanere da soli.

Con la condivisione, si fanno più amicizie, ci si diverte di più e la giornata è più piacevole.
Questa è la base per costruire una personalità serena e un atteggiamento di apertura verso gli altri.
Crescendo figli estroversi, avranno maggiori capacità di relazionarsi e svilupperanno meglio le loro capacità interpersonali.
Facendo un lavoro su di loro, si inizierà a vedere i primi cambiamenti dopo i 4 anni di vita.

Bambini possessivi. Come abituarli a condividere con gli altri

Vediamo alcuni comportamenti da assumere nei confronti di bambini possessivi.

  1. Cerchiamo di comprendere anche il loro punto di vista. Se li fa soffrire tanto che gli altri tocchino determinati giochi a cui loro sono così tanto affezionati. D’accordo con lui, mettiamoli da parte, spiegando che lo facciamo in modo che nessuno li possa rompere.
  2. Facciamo, però un patto. Devono far giocare gli altri bambini con i resto dei giocattoli. Il bambino sentendosi rilassato, gusterà meglio i momenti di gioco da trascorrere con i suoi coetanei.
  3. A scuola, si può organizzare uno scambio di oggetti portati da casa. Possono essere dei giornalini, un fermaglio o un gioco. Dopo una settimana, ripetere l’esperimento.
  4. I genitori devono dare l’esempio, mettendosi d’accordo tra loro. Possono scambiarsi un cd da vedere assieme ai figli oppure una maglia da indossare. Tutto deve essere fatto con assoluta serenità, in modo che i bambini possano imparare che prestare le cose è un gesto di cordialità verso gli altri.
  5. Sia a casa che a scuola, create sempre dei piccoli gruppi con cui organizzare dei giochi. Stabilite delle regole. Ogni gioco deve essere usato da tutti e se qualcuno fa storie, il gioco deve essere posato immediatamente. Nessuno lo userà più.

  6. Poiché essere possessivi, con il tempo potrebbe diventare egoismo, è bene insegnare fin da piccini a donare agli altri. Portare in chiesa del cibo per la raccolta alimentare o donare i propri vestiti a qualche famiglia bisognosa. Sono gesti importanti che danno al bambino tanto insegnamento.
  7. E’ bene lodare il bambino ogni volta che ha condiviso i suoi oggetti. Mostrarsi sempre tranquilli e sereni quando si organizza un incontro di gioco. Prima o poi, il bambino imparerà che condividere le proprie cose con gli altri è molto utile. Soltanto così potrà avere tanti amici generosi con lui.

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